Balconi & Paesaggi

San Gerolamo e la Valmarecchia
Il balcone si trova: in Valmarecchia in località Monte Gregorio, nei pressi di San Leo (RN)
San Gerolamo e un devoto Opera: San Gerolamo e un devoto
Autore: Piero della Francesca
Il Balcone
Ci troviamo in Valmarecchia , tra San Leo, Montebello e Pietracuta

Alle spalle della scena con San Gerolamo e un Devoto, appare un diverso sipario della Valmarecchia.
 Si tratta del settore più vallivo che da monte Ceti fino a Montebello sfuma verso il mare Adriatico

Il paesaggio è collinare con un borgo fortificato in primo piano. Si tratta di un modello di cittadella fortificata,
verosimilmente Sansepolcro, città natale di Piero che il pittore spesso introduce nei suoi fondali.

Il punto di fuga si trova, come quello di Battista, nella dorsale di Monte Gregorio e,
diversamente dai tre fondali del Dittico, in quest’opera, il pittore non adotta una prospettiva aerea ma solo
panoramica.

Curiosità
Mentre il fondale di Battista sale verso l’Altamarecchia e la Toscana, quello di San Gerolamo, scende, sfumando fino all’Adriatico. Si può ben dire che assemblando i due fondali si ottiene l’intera Valmarecchia.


Ieri e oggi

Attuale paesaggio: in primo piano Monte Montone e il paese di Villagrande. In secondo piano a destra Montecopiolo sulla cui cima sorgeva un importantissimo castello da cui ebbero origine i Montefeltro.


Oggi, grazie al lavoro del Centro di Archeologia Medioevale dell'Università di Urbino, è possibile visitare il luogo con i resti recuperati dell'antico castello.

Il paesaggio del dipinto a destra: si noti la marcata differenza tra la vegetazione scarsa del tempo e quella di oggi, che non permette più di cogliere le caratteristiche geologiche del rilievo.
Si noti ancora l'abbondanza di acque alla base del Montone storicamente documentata (cfr. Daniele Sacco, il lago anticamente detto "del Duca" ed il "Barco ducale" a Montecopiolo, "Studi Montefeltrani")


La storia

Asdrubale, generale cartaginese, dopo la seconda guerra punica contro i romani in terra iberica, per riunire le sue forze a quelle del fratello Annibale, partì per l’Italia “...Con il suo esercito, che si stima fosse composto  da almeno 30.000 unità arttraversò le Alpi seguendo la strada tracciata anni prima dal fratello; i romani per impedire il ricongiungimento dei due eserciti, gli mandarono incontro le loro legioni guidate da due consoli in carica per quell’anno, Caio Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore. La battaglia decisiva tra romani e cartaginesi si svolse presso il Metauro nel 207 a.c. Asdrubale trovò la morte nella battaglia vinta dai romani  che, per colpire nel morale Annibale e le sue truppe, ne gettarono la testa mozzata nell’accampamento del fratello.”
Wikibooks.org/wiki


Geomorfologia