Balconi & Paesaggi

Battista e la Valmarecchia
Il balcone si trova: in Valmarecchia, in località Monte Gregorio, nei pressi di San Leo (RN)
Ritratto di Battista Sforza Opera: Ritratto di Battista Sforza
Autore: Piero della Francesca
Il Balcone
Ci troviamo in Valmarecchia sulla Rupe di Pietracuta: il cuore più antico del Montefeltro.


Il punto di fuga della rappresentazione, a “volo d’uccello”, si trova sulla Rupe di Pietracuta, non lontano da San Leo.
Battista era particolarmente legata a quel luogo poiché nel 1462, sorpresa da un improvviso inverno, soggiornò al castello sopra la Rupe. Piero, quindi, non avrebbe potuto scegliere luogo più idoneo per rappresentare il fondale della Duchessa.
Dalla Rupe, Piero abbraccia un territorio molto esteso che, risalendo il fiume Marecchia sfuma lentamente fino alle cime della confinante Toscana.
Dalla piana del fiume appare un paesaggio fatto di pinnacoli, creste rocciose, argille scagliose, cime appuntite, anticamente nude e guarnite di castelli o torri merlate, seppur diverso dalla terra dolce e delicata di Urbino, d’indubbia e spettacolare bellezza.

 Sebbene gli elementi del paesaggio fossero, sin dall’inizio, inconfondibili, qualche difficoltà oggettiva si è presentata per definire il punto di osservazione del pittore (da IL PAESAGGIO INVISIBILE, 2007).
In seguito, grazie alle moderne tecnologie e al contributo di esperti di modelli 3D numerici e fisici, abbiamo potuto superare la complessità della prospettiva aerea e delimitare l’area compresa tra le due linee di fuga.
Oggi, se si esamina l’immagine aerea ricavata dal nuovo studio e si sovrappone al fondale del pittore, le corrispondenze sono sorprendenti.


In realtà, il BALCONE oggi allestito sul Monte Gregorio non lontano da San Leo, non corrisponde a quello originario di Piero. Di fatto,  si è dovuto optare per un punto diverso non  troppo lontano da Pietracuta che permettesse, per la maggiore altitudine, una visione più ampia possibile.

 


Ieri e oggi

Attuale paesaggio: in primo piano Monte Montone e il paese di Villagrande. In secondo piano a destra Montecopiolo sulla cui cima sorgeva un importantissimo castello da cui ebbero origine i Montefeltro.


Oggi, grazie al lavoro del Centro di Archeologia Medioevale dell'Università di Urbino, è possibile visitare il luogo con i resti recuperati dell'antico castello.

Il paesaggio del dipinto a destra: si noti la marcata differenza tra la vegetazione scarsa del tempo e quella di oggi, che non permette più di cogliere le caratteristiche geologiche del rilievo.
Si noti ancora l'abbondanza di acque alla base del Montone storicamente documentata (cfr. Daniele Sacco, il lago anticamente detto "del Duca" ed il "Barco ducale" a Montecopiolo, "Studi Montefeltrani")


La storia

Asdrubale, generale cartaginese, dopo la seconda guerra punica contro i romani in terra iberica, per riunire le sue forze a quelle del fratello Annibale, partì per l’Italia “...Con il suo esercito, che si stima fosse composto  da almeno 30.000 unità arttraversò le Alpi seguendo la strada tracciata anni prima dal fratello; i romani per impedire il ricongiungimento dei due eserciti, gli mandarono incontro le loro legioni guidate da due consoli in carica per quell’anno, Caio Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore. La battaglia decisiva tra romani e cartaginesi si svolse presso il Metauro nel 207 a.c. Asdrubale trovò la morte nella battaglia vinta dai romani  che, per colpire nel morale Annibale e le sue truppe, ne gettarono la testa mozzata nell’accampamento del fratello.”
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