• Dettaglio del paesaggio
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Il confronto tra ieri ed oggi



MONTE FRONZOSO
E’ una piccola e caratteristica collina dalla forma piramidale a lato della piana del Metauro. Sulla sua cima s’intravede una maestosa torre circolare. Se si mette a fuoco il colle, l’analisi d’immagine del dipinto rivela una particolare variazione simile all’attuale. La tessitura che riproduce il bosco si distingue da quella uniforme del prato: un uso del suolo ancor oggi identico determinato dalla natura del terreno e dal clima.

IL LAGO
Il lago solcato da barche a vela che Piero rappresenta, era un invaso artificiale, ceato grazie ad alcune briglie lungo il fiume e alla chiusa eretta sul Ponte del Riscatto, uno dei ponti che consentiva l’accesso alla città di Casteldurante (oggi Urbania) e al Palazzo Ducale sul fiume.
Così Brilli racconta il luogo attraverso gli occhi dei viaggiatori del 1607: “…il Metauro è l’elmento principale sul quale si fonda il fascino irripetibile di Urbania e non solo per la maniera con cui la circonda su tre lati essendo per altro il quarto lambito da un torrente  oggi coperto-  ma per essere il suo corso profondamente incastrato tra rocce fluviali, tra alte rocce d’arenaria. Una serie di ponti arditi collega questo promontorio fluviale al resto del paesaggio costituito da una dolce pianura punteggiata ancor oggi di roveri secolari e sovrastata da colli pittoreschi… spetta a Federico da Montefeltro il merito d’aver trasformato la vecchia rocca dei Brancaleone in un Palazzo, che almeno sul versante fluviale, ha tutta l’aria della fortezza…” “… un castello possente e bellicoso” lo definisce Konady...” ma in realtà assai articolato e capace di aprirsi al proprio interno di eleganti cortili e in un ameno giardino. Lo stesso fiume che scorre sotto la compatta muraglia compresa tra due torrioni circolari e sovrastati da una loggia pensile, perde -se così si può dire- la propria funzione difensiva per diventare, tramite un sistema di chiuse, una via d’acqua per il Barco, che era così raggiunto dalla Corte con apposite imbarcazioni..”
Brilli Cattarini, Alla ricerca di Piero, Electa - 1991

LA STRADA
La strada che si vede sulla sinistra del dipinto e che conduceva alla Massa Trabaria, era così descritta in un documento notarile della Biblioteca di Urbania: …” V’è per un miglio una larga, piana e bellissima strada tutta nelle sponde ornata d’arbori verdeggianti, quale conduce al Barco posto in  un’altra  penisola bagnata da più bande dal Metauro e una dal fiumicello Bottrena…”
 Brilli Cattarini, Alla ricerca di Piero, Electa - 1991

PEGLIO

Sulla destra del dipinto compare la rupe di Peglio e la torre sulla sua cima. Oggi la torre è ancora lì, ma circondata da un pìù recente borgo abitato.