Pennabilli e la Valmarecchia nel paesaggio della Gioconda


Venerdì 4 gennaio 2013 ore 21 - Presso il Teatro Vittoria Pennabilli si terrà una conferenza dal titolo 'Il Paesaggio della Gioconda' Rosetta Borchia e Olivia Nesci presentano il loro libro 'Codice P. Atlante illustrato del paesaggio della Gioconda'.


Pennabilli e la Valmarecchia nel paesaggio della Gioconda

Le autrici, Rosetta Borchia e Olivia Nesci, pittrice e fotografa del paesaggio la prima, geomorfologica e docente all'Università degli studi di Urbino la seconda, hanno scoperto nel paesaggio che fa da sfondo al celebre dipinto di Leonardo spazi reali e tangibili del Montefeltro, tra cui la stessa Pennabilli, mettendo a confronto ingrandimenti del dipinto e foto del paesaggio.
Le due studiose, definite come autentiche “cacciatrici di paesaggi”, descriveranno come Leonardo abbia utilizzato un codice complesso attraverso il quale a volte comprimeva e altre espandeva la morfologia del paesaggio reale.

Entusiasta della grande novità il Sindaco Lorenzo Valenti il quale afferma che: “Dal punto di vista della conoscenza della storia dell’arte, questo studio risulta certamente innovativo per la sua metodologia.
Per i non addetti ai lavori e soprattutto per chi conosce il Montefeltro e la Valmarecchia, la conferenza rappresenta l’occasione di guardare questo territorio da una prospettiva inedita e sicuramente affascinante.
Dal punto di vista turistico poi, potremo d’ora in poi “vendere” il nostro paesaggio e il nostro territorio attraverso la grande vetrina internazionale della Gioconda di Leonardo.”

Note come “cacciatrici di paesaggi”, Olivia Nesci e Rosetta Borchia già nel 2007 avevano scoperto nel Montefeltro sette paesaggi riconducibili alle opere pittoriche di Piero della Francesca. Contemporaneamente a queste ricerche, lo storico Roberto Zapperi aveva ritrovato, nel 2009, la vera identità della Gioconda, già dichiarata fin dagli anni ’50 dai più grandi storici di Leonardo (Chastel, Pedretti, Perrig…).
La donna ritratta, come confermano le due ricercatrici, è Pacifica Brandani, dama alla corte di Urbino, amante di Giuliano de' Medici, morta dando alla luce il figlio avuto da Giuliano.
Alle sue spalle, una veduta aerea estesissima sull’antico Ducato di Urbino vista dalle alture della Valmarecchia, oggi territorio appartenente a Marche, Emilia Romagna e in parte Toscana.
Mai le due ricercatrici avevano pensato di cercare lo sfondo della Gioconda.
Al contrario, amano dire: “è Pacifica che ci ha cercato, che ci è venuta incontro”.
Per entrare in quel paesaggio ed identificarlo, occorreva trovare la chiave con cui Leonardo l’aveva secretato. “Questa chiave – spiegano Borchia e Nesci - si chiama ‘compressione’, una tecnica di rappresentazione prospettica che coglie e sintetizza la bellezza.
Dunque un nuovo paradigma del paesaggio, esperimento sulla realtà che assume un significato innovativo”.

Tra i codici di Leonardo (codice Arundel, Royal Library -London), le due ricercatrici hanno rinvenuto anche alcuni disegni preparatori di quel paesaggio, mai prima d’ora riconosciuti.
Due le possibili date in cui furono fatti quei disegni: 1502 (quando al seguito di Cesare Borgia spaziava in quei territori nella veste di Soprintendente generale alle fortificazioni militari) o 1516 (in un viaggio da Roma a Bologna, fatto insieme a Giuliano de’ Medici e Papa Leone X: lasciata la Toscana, si imboccava la via Ariminensis, proprio dentro il paesaggio dipinto da Leonardo). Tante altre curiosità verranno svelate durante la presentazione dell’Atlante, che propone ben 164 tavole illustrate (foto aeree, immagini satellitari, panoramiche, schemi geomorfologici) mettendo a confronto il paesaggio dell’opera e quello di oggi.

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