Il Ducato di Urbino racchiuso nel paesaggio della Gioconda, un volume svela il mistero


L'Hotel Excelsior di Pesaro ospita l'appuntamento di presentazione alla cittadinanza del volume "Codice P - Atlante illustrato del reale paesaggio della Gioconda"


Il Ducato di Urbino racchiuso nel paesaggio della Gioconda, un volume svela il mistero

Domenica 16 dicembre, alle ore 17, all’Hotel Excelsior di Pesaro, le autrici e studiose Rosetta Borchia e Olivia Nesci illustreranno al pubblico i risultati di quattro anni di ricerche 

PESARO – Il misterioso paesaggio alle spalle della “Gioconda” di Leonardo da Vinci è quello dell’antico Ducato di Urbino e del Montefeltro. E’ quanto sostengono la pittrice e fotografa di paesaggi Rosetta Borchia e la docente di Geografia fisica all’Università di Urbino Olivia Nesci, che dopo quattro anni di ricerche hanno dato alle stampe il risultato del loro lavoro scientifico: “Codice P: Atlante illustrato del reale paesaggio della Gioconda”, pubblicato da Mondadori Electa.

A svelare tutti gli elementi che hanno portato a questa scoperta saranno le stesse autrici, che domenica 16 dicembre, alle ore 17, presenteranno il loro libro all’Hotel Excelsior di Pesaro (viale Nazario Sauro 30/34). All’appuntamento, organizzato dall’Hotel Excelsior (e dalla Provincia di Pesaro e Urbino), parteciperanno il presidente di Eden Viaggi Nardo Filippetti, il presidente della Provincia Matteo Ricci e l’assessore al Turismo della Provincia di Rimini Fabio Galli.

Note come “cacciatrici di paesaggi”, Olivia Nesci e Rosetta Borchia già nel 2007 avevano scoperto nel Montefeltro sette paesaggi riconducibili alle opere pittoriche di Piero della Francesca. Contemporaneamente a queste ricerche, lo storico Roberto Zapperi aveva ritrovato, nel 2009, la vera identità della Gioconda, già dichiarata fin dagli anni ’50 dai più grandi storici di Leonardo (Chastel, Pedretti, Perrig…). La donna ritratta, come confermano le due ricercatrici, è Pacifica Brandani, dama alla corte di Urbino, amante di Giuliano de' Medici, morta dando alla luce il figlio avuto da Giuliano. Alle sue spalle, una veduta aerea estesissima sull’antico Ducato di Urbino, vista dalle alture della Valmarecchia, oggi territorio appartenente a Marche, Emilia Romagna e in parte Toscana.

Mai le due ricercatrici avevano pensato di cercare lo sfondo della Gioconda. Al contrario, amano dire: è Pacifica che ci ha cercato, che ci è venuta incontro”. Per entrare in quel paesaggio ed identificarlo, occorreva trovare la chiave con cui Leonardo l’aveva secretato. “Questa chiave – spiegano Borchia e Nesci - si chiama ‘compressione’, una tecnica di rappresentazione prospettica che coglie e sintetizza la bellezza. Dunque un nuovo paradigma del paesaggio, esperimento sulla realtà che assume un significato innovativo”. Tra i codici di Leonardo (codice Arundel, Royal Library -London), le due ricercatrici hanno rinvenuto anche alcuni disegni preparatori di quel paesaggio, mai prima d’ora riconosciuti. Due le possibili date in cui furono fatti quei disegni: 1502 (quando al seguito di Cesare Borgia spaziava in quei territori nella veste di Soprintendente generale alle fortificazioni militari) o 1516 (in un viaggio da Roma a Bologna, fatto insieme a Giuliano de’ Medici e Papa Leone X: lasciata la Toscana, si imboccava la via Ariminensis, proprio dentro il paesaggio dipinto da Leonardo). Tante altre curiosità verranno svelate durante la presentazione dell’Atlante, che propone ben 164 tavole illustrate (foto aeree, immagini satellitari, panoramiche, schemi geomorfologici) mettendo a confronto il paesaggio dell’opera e quello di oggi.

L’ingresso è libero ma è necessario prenotarsi telefonando all’Associazione Montefeltro Vedute Rinascimentali, cell. 366.9508583; info@montefeltroveduterinascimentali.eu

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