Le cacciatrici di Paesaggi

Rosetta Borchia e Olivia Nesci: com'é nata la ricerca

".Da oltre cinquecento anni gli storici dell'arte di tutto il mondo hanno cercato di capire dove fossero collocati geograficamente i paesaggi che ispirarono Piero della Francesca, Raffaello, Leonardo da Vinci ed altri. Quei paesaggi che facevano da sfondo ai loro capolavori."

Le cacciatrici di Paesaggi: Rosetta Borchia e Olivia Nesci Gli studiosi erano arrivati alla conclusione che si trattasse di panorami irreali, di fantasia e invece, Rosetta Borchia e Olivia Nesci, cacciatrici di paesaggi di Urbino, li hanno trovati. Erano nascosti tra le colline del Montefeltro: "quelle montagne, quelle rocce, quei fiumi dipinti, da sempre, erano stati lí sotto gli occhi di tutti e soprattutto sotto lo sguardo dei nostri grandi pittori.. ad ogni rilievo, ad ogni fiume, o vallata, é stato riconsegnato un nome e un indirizzo".

I primi paesaggi ritrovati sono stati quelli dipinti nel Dittico dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca (Galleria Uffizi, Firenze).
Due fondali, non lontano da Urbino, erano nascosti, lungo la Vallata del fiume Metauro. Il terzo, invece, piú lontano, ai confini delle terre del Ducato con la Toscana e la Romagna: in Valmarecchia.

Il risultato di questa prima ricerca si é concretizzato con la pubblicazione di un libro e di una mostra itinerante: IL PAESAGGIO INVISIBILE, oltre a numerose partecipazioni a conferenze e convegni scientifici nazionali e internazionali.

"Quelli che s'innamorano della pratica senza scienza, sono come quei nocchieri che entrano in naviglio senza timone e senza bussola, che mai hanno certezza di dove si vadano, Sempre la pratica deve essere edificata sopra la buona teoria, della quale la prospettiva é guida e porta, e senza questa nulla si va bene"

Leonardo da Vinci (Trattato della Pittura)


Il Progetto di ricerca "Piero della Francesca: IL PAESAGGIO INVISIBILE " nasce dalla collaborazione tra l'artista Rosetta Borchia, pittrice e fotografa di paesaggi e Olivia Nesci, docente di Geomorfologia dell'Universitá di Urbino. Due attivitá che seppur diverse, la prima rivolta all'arte e alla poesia, la seconda alla scienza, hanno dato vita a una nuova e insolita professione: la caccia ai paesaggi.

Rosetta, grazie a un finissimo intuito che le deriva da una formidabile memoria dei paesaggi dipinti nelle opere rinascimentali e dalla conoscenza del paesaggio di oggi, in una delle tante escursioni sul territorio nell'ottobre del 2007 riconosce un tassello del paesaggio alle spalle del ritratto di Federico da Montefeltro. La collaborazione con Olivia permette di produrre prove scientifiche a favore della sua intuizione. Cosí comincia l'avventura delle due cacciatrici nei paesaggi di Piero della Francesca.

"Ho trovato il paesaggio di Federico!... é sulla piana del Metauro". é la voce, rotta dall'emozione, di Rosetta che comunica la scoperta all'amica Olivia Nesci.

Un'avventura appassionante che le ha spinte, per anni, a rincorrere le infinite colline che Piero ha rappresentato nel Dittico dei duchi di Urbino.

Oggi, ognuna di quelle colline ha un nome e un indirizzo. Ora, quei paesaggi sono diventati visibili, non solo per Piero e per le due cacciatrici ma per chiunque abbia voglia di ammirarli.
> Rosetta Borchia

Diplomata in pittura all'Accademia di Belle Arti di Urbino nel 1976 intraprende la sua carriera di pittrice iperrealista del paesaggio urbinate. Organizza diverse personali, interviene a collettive e vince un premio importate.

Nel 1989 inizia una ricerca nei territori del Montefeltro volta allo studio e al recupero di antiche rose. Due anni dopo, sempre sulle rose antiche, organizza due convegni di studio internazionali. Le rose recuperate, alcune rare e, in via di estinzione, sono state messe a dimora in un grande giardino museo. Il giardino delle rose perdute si trova su una collina proprio di fronte a Urbino ed é stato progettato e costruito da Rosetta.

Nell' Ottobre 2007, mentre sta completando un video pubblicitario, clicca su una veduta molto panoramica che, una volta scaricata al computer, le restituisce la collina che sta dietro le spalle di Federico da Montefeltro nel famoso ritratto dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca.
> Olivia Nesci

Professore Associato in Geografia Fisica e Geomorfologia presso la Facoltá di Scienze e Tecnologie dell'Universitá degli Studi di Urbino. L'attivitá scientifica di Olivia Nesci, testimoniata da 120 pubblicazioni nazionali ed internazionali, si é principalmente svolta nei campi della Geomorfologia, Cartografia tematica e Geologia del Quaternario. Nell'ambito di questi temi di ricerca é stata responsabile scientifica di quattro progetti ministeriali (MIUR), di varie borse di studio e dottorati di ricerca. E' esperta di genesi ed evoluzione del paesaggio fisico con particolare riguardo a quello dell'Appennino centro-settentrionale e della costa adriatica. Conduce da anni opera di divulgazione e conservazione dei beni geologici e geomorfologici marchigiani. Ha partecipato alla stesura di guide geologiche, prodotto carte escursionistiche e percorsi didattici. Ha collaborato con la Soprintendenza Archeologica delle Marche e con gli Istituti di Archeologia delle Universitá di Urbino e di Bologna su progetti di archeologia compatibile relativamente ad aree del Montefeltro, delle valli del Metauro e del Cesano. Ha partecipato con ricercatori di discipline storiche alla stesura di varie monografie. E' autrice di due saggi sul paesaggio marchigiano. E' membro dell'Associazione Nazionale Geografia Fisica e Geomorfologia, dell'Associazione Internazionale dei Geomorfologi (IAG), dell' Associazione Italiana per lo studio del Quaternario, dell'INQUA e della Progeo. In seguito al ritrovamento dei paesaggi che fanno da sfondo alle opere di Piero della Francesca, ha iniziato ad interessarsi allo studio del paesaggio storico tramite ricerche di Geomorfologia Culturale.